Aprire uno Studio di Logopedia

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Come aprire uno studio di logopedia? Qual è il corretto inquadramento fiscale e previdenziale del logopedista? In questo breve articolo, affrontiamo in maniera molto semplice e chiara per tutti, la figura del logopedista e i principali adempimenti amministrativi e fiscali per l’apertura di uno studio professionale di logopedia.

Il logopedista è un operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, svolge la propria attività professionale nell’ambito della prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. L’attività del logopedista è volta all’educazione e alla rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi.

Come aprire uno studio di logopedia

L’attività di logopedista può essere esercitata all’interno di uno studio privato o all’interno di un ambulatorio. E’ anche possibile esercitare all’interno della propria abitazione, purché però lo spazio dedicato all’attività non superi il 30% dello spazio totale.

Dal punto di vista fiscale, il primo atto da compiere per chi decide di aprire uno studio di logopedia e intraprendere l’attività di logopedista è quello di aprire la partita IVA. Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività di logopedista, occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio dell’attività richiedendo l’apertura della partita IVA.

La richiesta per l’apertura della partita IVA può essere fatta direttamente presso la sede dell’Agenzia delle Entrate di competenza in base al proprio domicilio fiscale oppure rivolgendosi ad un commercialista di fiducia che, in qualità di intermediario telematico dell’Agenzia, può effettuare la richiesta.

Il codice ATECO per l’apertura dell’attività professionale di logopedista è il codice 86.90.29 Altre attività paramediche indipendenti nca (che comprende i servizi di assistenza sanitaria non erogati da ospedali o da medici o dentisti: le attività di infermieri, o altro personale paramedico nel campo dell’optometria, idroterapia, massaggi curativi, terapia occupazionale, logopedia, chiropodia, chiroterapia, ippoterapia, ostetriche e le attività del personale paramedico odontoiatrico come gli specialisti in terapia dentaria, gli igienisti).

In base alle specifiche normative regionali occorre effettuare la comunicazione di apertura dello studio/ambulatorio tramite la D.I.A. (Denuncia d’Inizio Attività), da recapitare di norma al Sindaco o all’Azienda Sanitaria Provinciale.

L’inizio dell’esercizio dell’attività di logopedista fa scattare diversi obblighi e adempimenti amministrativi: l’obbligo dell’assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale della quale deve essere data notizia al cliente, l’obbligo di uniformarsi agli adempimenti legati alla privacy (gestione del trattamento dei dati personali) e l’obbligo della formazione professionale permanente.

Inoltre, la legge 221/2012 impone a tutti i professionisti, l’uso del bancomat presso le strutture libero professionali. Il logopedista ha quindi l’obbligo di accettare pagamenti con bancomat e carta di credito per i versamenti superiori a 30 euro. Al momento però non sono previste sanzioni.

Per quanto riguarda l’emissione delle fatture si può utilizzare un bollettario delle ricevute sanitarie acquistabile in una cartolibreria oppure un modello di fattura creato con un foglio di calcolo elettronico. Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione fornite alla persona sono esenti IVA ai sensi dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72.

Sulle parcelle emesse in esenzione di IVA, di importo superiore a euro 77,47, occorre applicare l’imposta di bollo (una marca da bollo da 2 euro sull’originale rilasciato al cliente). La marca da bollo, la cui data deve essere precedente alla data della fattura e mai posteriore ad essa, deve essere posta dal professionista e rimborsata dal cliente.

La fattura deve essere poi completata con l’indicazione del contributo INPS (gestione separata), la cui rivalsa sul cliente è del 4%, dal momento che la prestazione professionale viene effettuata a carico di una persona fisica.

Dal punto di vista fiscale, il reddito prodotto dal logopedista è classificabile come reddito di lavoro autonomo. Si considerano redditi di lavoro autonomo tutti quelli che derivano dall’esercizio abituale, ancorché non esclusivo, individuale o in forma associata, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle di impresa e di lavoro dipendente. Dal punto di vista operativo, i criteri di determinazione del reddito di lavoro autonomo sono contenuti nell’articolo 54 del DPR 917/86.

Per quanto attiene al trattamento previdenziale, il logopedista professionista deve iscriversi alla gestione separata INPS. La domanda di iscrizione deve essere presentata all’INPS utilizzando i modelli in distribuzione presso tutte le sedi INPS oppure può essere presentata telematicamente collegandosi al sito dell’istituto.

Considerando il fatto che questo articolo tratta solamente i principi generali che attengono all’apertura di uno studio di logopedia, e che occorrerebbe valutare altre problematiche di tipo differente, ti invito sin da ora, in caso di dubbi, a fare una domanda su questo argomento tramite questa pagina.

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