Come Diventare Pranoterapeuta

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Come diventare pranoterapeuta? Qual è il percorso di studi per diventare un pranoterapeuta professionista? E qual è il corretto inquadramento fiscale e previdenziale?

Chi è il pranoterapeuta e cosa fa? Iniziamo col dire che il pranoterapeuta è un libero professionista che opera attraverso l’apposizione delle mani, sia a piccola distanza che a contatto diretto su specifiche zone del corpo, per stimolare i processi vitali della persona.

In pratica, il pranoterapeuta opera attraverso la semplice apposizione delle mani che entrando a contatto con alcune zone del corpo riescono a sentire i processi vitali e a stimolarli al fine di mantenere e rafforzare lo stato di benessere della persona. E’ importante però sapere che il pranoterapeuta non cura e non può curare nel vero e proprio senso medico del termine. La pranoterapia non ha infatti ad oggi alcun riscontro scientifico sulla sua efficacia.

Come diventare pranoterapeuta

La prima cosa da fare per diventare pranoterapeuti è capire se si è pranoterapeuti. Cioè? Cosa significa? Te lo spiego subito. Significa, capire se si è in possesso dei requisiti personali necessari e di quella potente energia capace di ascoltare i segnali del corpo. Per imparare la professione di pranoterapeuta, si può iniziare a frequentare lo studio di un bravo pranoterapeuta e imparare pian piano tutti i “segreti” della professione. Esistono poi delle ottime scuole da frequentare e percorsi formativi per diventare abili pranoterapeuti.

Alla fine del percorso formativo, è necessario però tenersi sempre aggiornati costantemente partecipando a seminari, convegni, corsi specialistici e master ad hoc.

Nel nostro paese, non esiste un albo nazionale per i pranoterapeuti ma sono nate nel tempo diverse associazioni di categoria, che gestiscono degli albi privati e indicano diversi criteri per la formazione professionale del pranoterapeuta professionista.

Il pranoterapeuta può trovare lavoro lavorando in proprio aprendo una partita IVA e lavorando come lavoratore autonomo. Per chi decide di intraprendere quest’ultima strada, dal punto di vista fiscale, il primo atto da compiere è quello di aprire la partita IVA.

Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività di pranoterapeuta, occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio dell’attività richiedendo l’apertura della partita IVA. La richiesta per l’apertura della partita IVA può essere fatta direttamente presso la sede dell’Agenzia delle Entrate di competenza in base al proprio domicilio fiscale oppure rivolgendosi ad un commercialista di fiducia che, in qualità di intermediario telematico dell’Agenzia delle Entrate, può effettuare la richiesta.

Dal momento che la pranoterapia non rientra tra le attività sanitarie, dopo aver aperto la partita IVA occorrerà fatturare le prestazioni professionali con l’IVA in fattura e seguire le norma fiscali e previdenziali previste per i professionisti non iscritti in albi e ordini. L’attività di pranoterapeuta non è un’attività riconosciuta come “paramedica”, ma viene ricompresa tra le attività svolte dagli “operatori per il benessere fisico”.

Inoltre, il pranoterapeuta professionista è considerato un lavoratore autonomo, ragion per cui non è richiesta iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato, ed il reddito percepito dal pranoterapeuta è considerato reddito di lavoro autonomo.

Per quanto riguarda il trattamento previdenziale, il pranoterapeuta libero professionista deve iscriversi alla gestione separata INPS. La domanda di iscrizione alla gestione separata INPS deve essere presentata all’INPS utilizzando i modelli scaricabili dal sito istituzionale oppure può essere compilata e inviata telematicamente collegandosi con le proprie credenziali al sito web dell’istituto.

 

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